I giunti di dilatazione
Sono tagli che lasciano al massetto lo spazio per contrarsi mentre asciuga. Se quello spazio non c'è, se lo prende crepando.
Cosa sono e perché servono
Un massetto, asciugando, si contrae. È un movimento piccolo ma inevitabile, e su una superficie di qualche decina di metri quadri diventa una forza con cui bisogna fare i conti.
I giunti di dilatazione sono tagli nel massetto che gli lasciano dello spazio per quel movimento. Il ritiro si scarica lì, in un punto deciso da chi ha fatto il lavoro, invece di cercarsi da solo una via d'uscita: ed è per questo che i giunti evitano o riducono le crepe.
Si mettono praticamente in ogni lavorazione, ognuna a modo suo.
Giunto perimetrale e giunto di contrazione: non sono la stessa cosa
Prima di parlare di dove si mettono conviene chiarire che non esiste "il giunto": ne esistono di tipi diversi, che rispondono a problemi diversi. I due che si incontrano in ogni cantiere sono questi.
Il giunto perimetrale
È una fascia di materiale comprimibile — in cantiere si chiama anche bandina o banda perimetrale — posata lungo tutte le pareti e attorno a pilastri, soglie e strutture verticali, prima di gettare.
Serve a rendere il massetto indipendente da tutto ciò che sta in verticale. Senza, il massetto che si dilata spinge contro i muri e si fessura; e dove si è lavorato sull'acustica, un solo punto di contatto fra massetto e struttura rimette in comunicazione i due piani e vanifica lo strato resiliente.
Va posato per tutta l'altezza del massetto e rifilato solo alla fine. C'è sempre, in ogni lavorazione, e non si vede perché finisce sotto il battiscopa.
Il giunto di contrazione
È il taglio dentro il campo, quello che si vede sul pavimento. Si chiama anche di frazionamento o di controllo, e serve a governare il ritiro: asciugando il massetto si contrae, e il taglio gli dà una linea preferenziale su cui farlo invece di aprirsi dove capita.
È questo il giunto che dipende dalla superficie e dalla forma degli ambienti, ed è quello di cui parlano i numeri della sezione più sotto.
E poi ce ne sono altri due
Vale la pena sapere che esistono, perché su un cantiere strutturato si incontrano:
- Giunto strutturale — non lo decidiamo noi: segue un giunto già presente nella struttura dell'edificio. Deve attraversare sia il massetto sia la pavimentazione, e dove passa l'armatura del massetto va interrotta. Non si può ignorare né spostare.
- Giunto di lavorazione — dove la lavorazione si interrompe, per esempio a fine giornata. Anche qui l'armatura va interrotta, come sul giunto strutturale. E perché i due getti non si imbarchino su quote diverse, si possono attraversare con perni passanti perpendicolari al giunto: sono gli stessi barrotti che si usano nei pavimenti industriali.
Un dettaglio che conta e che spiega molte scelte: un giunto strutturale può fare anche da giunto di contrazione, ma un giunto di contrazione non sostituisce uno strutturale. La gerarchia va in una direzione sola.
Dove si mettono
La posizione dei giunti di contrazione si decide caso per caso, ed è una scelta di progetto, non di cantiere. Pesano:
- la superficie e la forma degli ambienti — le piante a L e a C hanno un angolo rientrante da cui la crepa parte da sola;
- il pavimento che va posato sopra, e quanto i tagli si vedranno;
- l'ambiente: interno o esterno cambia parecchio;
- la posizione delle porte e delle soglie;
- i punti dove cambia di colpo lo spessore del massetto.
La studiamo insieme al cliente in sopralluogo, con il cantiere davanti.
La regola degli strati, e le sue eccezioni
Quando il pacchetto pavimento è fatto di più strati, vale una regola generale: di norma lo strato che sta sopra segue i giunti già presenti sotto. Il motivo è semplice — il movimento dello strato inferiore va a scaricarsi su quello superiore, e se lì non trova un giunto trova il massetto.
Detto questo, non è una regola cieca. Ci sono casi e circostanze in cui si trova un'alternativa, e riconoscerli è parte del mestiere: è una delle ragioni per cui, quando si può, conviene che l'intera stratigrafia la segua una squadra sola.
Come cambiano da una lavorazione all'altra
Il principio è lo stesso, l'esecuzione no.
- Massetto tradizionale: perimetrale sempre, più i tagli di contrazione decisi in base a superficie, forma e pavimento da posare. Si eseguono durante la posa, appena staggiato e ancora fresco, con gli attrezzi base della lavorazione — prima che indurisca.
- Autolivellante cementizio: si gestisce come il tradizionale, tenendo conto dei giunti già presenti negli strati sottostanti. Qui però non si taglia dopo: mentre l'impasto è ancora fluido si inserisce un giunto divisorio rigido, accostato o tagliato alla lunghezza che serve.
- Autolivellante ad anidrite: è il caso più diverso di tutti. Il perimetrale resta, ma i tagli dentro il campo si riducono moltissimo e su superfici normali possono non servire affatto. È il vantaggio che si vede di più sul pavimento finito.
- Sottofondo alleggerito: sta sotto e non riceve il pavimento, quindi i tagli dentro il campo di norma non si fanno. Serve il perimetrale, e su superfici importanti vanno rispettati gli strutturali dell'edificio.
- Massetto alleggerito: usato come strato di isolamento o riempimento vuole soprattutto il perimetrale di desolidarizzazione; su grandi superfici anche i giunti di contrazione.
- Livellina: segue i giunti del massetto sottostante, che vanno lasciati liberi anche in superficie. Anche qui, se sotto c'è un massetto ad anidrite, i tagli da riportare sono molti meno. La tecnica dipende da materiale e spessore: si usano giunti normali oppure giunti di contrazione a taglio.
- IsoSpray: non è un massetto e non si fessura, quindi non ha giunti suoi. Il suo lavoro è un altro: desolidarizza il massetto dalla struttura, e per farlo va abbinato alle fasce perimetrali.
- Pavimento industriale: qui i giunti si fanno a taglio. Il giorno dopo il getto, a calcestruzzo indurito, si incide il pavimento con una sega, e va fatto nella finestra di tempo giusta: troppo presto o troppo tardi il taglio non fa il suo mestiere.
Ogni quanto si mettono
Non c'è un passo fisso, ma ci sono criteri, e vale la pena conoscerli perché spiegano quasi tutte le scelte che si vedono su un pavimento finito.
Un massetto cementizio in interno, senza armatura, si fraziona quando la superficie supera circa 25 m², oppure quando la stanza è molto più lunga che larga — indicativamente oltre il rapporto di tre a uno. Con un'armatura quei riquadri si possono raddoppiare.
In esterno tutto si stringe di parecchio: si scende intorno ai 9 m² senza armatura, e a circa 25 m² con. Il motivo è semplice: fuori il massetto lavora molto di più, perché si scalda al sole, si raffredda di notte, si bagna e si asciuga.
A questi criteri se ne aggiungono altri che valgono sempre, indipendentemente dalla superficie: dove cambia di colpo lo spessore, in corrispondenza delle soglie, e nelle piante a L o a C, dove l'angolo rientrante è il punto in cui la crepa parte da sola.
Sono numeri di riferimento, non una tabella da applicare a occhi chiusi: pesano anche il pavimento che va sopra, il materiale scelto e la forma reale degli ambienti. È esattamente per questo che si decidono in sopralluogo.
Il materiale cambia le carte
C'è una differenza che pochi si aspettano, e che in certi cantieri decide la scelta del massetto: i massetti ad anidrite hanno bisogno di molti meno giunti di quelli cementizi.
Il motivo è che si ritirano molto meno mentre induriscono, quindi hanno meno bisogno di spazio per farlo. Le superfici che si possono lasciare intere passano da qualche decina di metri quadri a diverse centinaia: un ordine di grandezza.
Sul pavimento finito la differenza si vede. Dove va posato un grande formato, o dove i tagli sarebbero molto visibili e mal tollerati, è un argomento che può valere più del prezzo del materiale. Vale anche per la livellina: se sotto c'è un massetto ad anidrite, i tagli da riportare in superficie sono molti meno. Le due famiglie sono confrontate per intero nella pagina dell'autolivellante.
Perché conta chi te li fa
I giunti sono la parte del lavoro che si nota solo quando è sbagliata. Nessun cliente ringrazia per un giunto messo bene; tutti se ne accorgono quando compare una crepa, o quando un taglio finisce in mezzo al salotto.
Su questo conviene affidarsi a un'impresa che sappia davvero come e dove metterli. Noi cerchiamo sempre di venire incontro a dove li preferiresti tu — spesso c'è margine, più di quanto si pensi — tenendo però fermo quello che serve perché il pavimento duri. Se una posizione non si può fare, te lo diciamo prima e ti spieghiamo perché.
Su un pavimento industriale, dove i giunti si tagliano il giorno dopo il getto, prima di tagliare si segna tutta la griglia a gesso. Serve a tre cose: vedere esattamente come verrà prima di farlo, poter correggere se qualcosa non convince, e tagliare con precisione. Le linee bianche nelle foto qui sotto sono questo.
Un giunto tagliato, e la griglia finita. Dove passano le linee si decide prima, non mentre si taglia.
Se ne parla in sopralluogo
La posizione dei giunti fa parte della stratigrafia che progettiamo insieme al cliente: si decide lì, con il cantiere davanti, insieme a spessori, materiali e sequenza delle lavorazioni.
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Oppure chiama l'ufficio: +39 351 468 4927.
Le domande
che ci fanno più spesso.
Ogni quanti metri si mette un giunto di dilatazione?
Non c'è un passo fisso, ma ci sono criteri. Un massetto cementizio in interno, senza armatura, si fraziona indicativamente oltre i 25 m² o quando la stanza è molto più lunga che larga; con un'armatura quei riquadri si possono raddoppiare. In esterno tutto si stringe: intorno ai 9 m² senza armatura e a circa 25 m² con, perché fuori il massetto lavora molto di più. In più, un giunto va sempre dove cambia di colpo lo spessore, sulle soglie e negli angoli rientranti delle piante a L o a C.
Esistono massetti che hanno bisogno di meno giunti?
Sì. I massetti ad anidrite si ritirano molto meno di quelli cementizi mentre induriscono, quindi hanno bisogno di molti meno tagli: le superfici che si possono lasciare intere passano da qualche decina di metri quadri a diverse centinaia. Dove va posato un grande formato, o dove i giunti sarebbero molto visibili, è una differenza che può decidere la scelta del materiale.
Che cos'è il giunto perimetrale?
È una fascia di materiale comprimibile posata lungo tutte le pareti e attorno a pilastri e soglie, prima del getto. Rende il massetto indipendente da tutto ciò che sta in verticale: senza, il massetto che si dilata spinge contro i muri e si fessura, e trasmette rumore alla struttura vanificando il lavoro acustico fatto sotto. C'è sempre, in ogni cantiere, e non si vede perché finisce sotto il battiscopa.
A cosa servono i giunti di dilatazione in un massetto?
Asciugando, il massetto si contrae. I giunti sono tagli che gli lasciano lo spazio per farlo: se quello spazio non c'è, il massetto se lo prende crepando. Servono quindi a evitare o ridurre le crepe.
Dove si mettono i giunti di dilatazione in un massetto?
Si decide caso per caso: dipende dalle esigenze del cliente, dal pavimento che va posato sopra e dall'ambiente, cioè se si è in interno o in esterno, da dove sono le porte e da che forma hanno gli ambienti.
Lo strato sopra deve seguire i giunti di quello sotto?
Di norma sì: è la regola generale, perché il movimento dello strato inferiore si scarica su quello superiore. Non è però una regola cieca: ci sono casi e circostanze in cui si trova un'alternativa, e sta a chi esegue riconoscerli.
Come si fanno i giunti in un pavimento industriale?
A taglio: il giorno dopo il getto, a calcestruzzo indurito, si praticano dei tagli nel pavimento per creare i giunti. Va fatto nella finestra di tempo giusta, perché troppo presto o troppo tardi il taglio non fa il suo mestiere.
Il cliente può decidere dove mettere i giunti?
In buona parte sì, e cerchiamo sempre di venire incontro alle preferenze del cliente: spesso c'è margine. Resta però fermo quello che serve perché il pavimento duri: su quello non si tratta.